Premessa Una prima sintesi dell'analisi di reperti ossei da siti etruschi di VI e V secolo a. C., provenienti da vecchi e nuovi scavi, fu fatta alcuni anni fa (Farello 1993). In essa furono indagate le specie presenti e e le razze allevate degli animali domestici, mentre i dati disponibili sull'economia del bestiame principale, calcolato in percentuale rispetto al Numero di Reperti (NR), non dipingevano un quadro ben definito, ma permettevano di formulare sia l'ipotesi che tra VI e V sec. vi fosse un incremento dell'allevamento suino e che la quantit? dei bovini fosse correlata con l'attivit? agricola.
Ulteriori scavi e di conseguenza ulteriori studi hanno poi mostrato l'importanza di considerare i rapporti, all'interno di un sito, tra i Numeri Minimi di Individui (NMI) del bestiame principale, calcolato secondo il metodo di b?k?nyi 1970. ? stato trovato un comodo indice per distinguere villaggi, citt? e zone a prevalenza di impianti artigianali (denominate provvisoriamente zone altro), che permette di farsi un'idea della densit? della popolazione (Farello 1994)1.
Questo lavoro prosegue l'analisi dell'economia animale e del rapporto con l'incolto (caccia e pesca) sempre considerando il NMI e non il Numero dei Reperti (NR)2, premettendo una carta aggiornata delle localizzazioni dei siti indagati con relativo elenco (fig. 1), ed ripropone, come punto di partenza e di confronto, i rapporti tra bestiame principale in NR precedentemente pubblicati (Farello 1993, p. 234, ivi fig.2)..
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Inoltre, i nuovi dati permettono, in particolare per Felsina, una visione diacronica dell'evoluzione dell'economia del bestiame principale.
Vengono anticipate anche alcune notizie sugli studi in corso di contesti celtici di IV - III secolo (Marzabotto e Casalecchio - fossato), nonch? sulle presenze di animali nelle tombe.
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