fararcheo.it - Studi e scoperte sul bestiame domestico dell'Emilia Romagna dal Neolitico al Tardo Medioevo 05 Set 2010 - 18:58
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RUBIERA, CA' DEL CRISTO. Reperti faunistici, Patrizia Farello email Autore URL Autore
.: Data Pubblicazione 26-Ago-2003 :: Letture:: 885 :: Recensione :: Stampa solo questa pagina :: Stampa pagina con tutte le sottopagine:.

Durante i saggi A-B, C-E, DF, G furono recuperati 91 frr. ossei dl cui 48 (52,7%) sono stati identificati. Sono stati raccolti inoltre 3 frr. di molluschi eduli: Unio sp. (sett. C-E), Helix sp. (sett. DF e sett. G). I reperti ossei si presentavano in stato molto frammentario e friabile. Solo il radio e una falange bovina, e l'atlante canino furono recuperati interi. L'alta basicita del terreno (AB 5c = PH 8,95 e DF 9 = PH 8,9) ha impedito una buona conservazione in particolare dei tessuti meno mineralizzati come le epifisi. La TABELLA 1. mostra le specie rinvenute, il numero dei frr. divisi per saggi e la percentuale relativa al totale delle ossa raccolte. Non viene dato il Numero minimo di Animali, perche in casi come questi in cui il sito non e stato completamente scavato, in NmA puo essere considerate uguale al numero dei frr.. Inoltre le percentuali vengono riportate a puro scopo indicative. Poich? il terreno non fu setacciato si deve tener conto della possibillta di una raccolta preferenziale delle ossa piu grandi (PAYNE, 1972, p. 49). I siti citati nel presente lavoro sono gli stessi di p. 71.

Bue, Bos taurus L.

Il bue ? l'animale che ha restituito il maggior numero di frr. Purtroppo l'unica cavicchia ossea recuperata non era ricomponibile e non si pu? quindi fare nessun confronto per stabilire la razza di appartenenza. Le due FI sono tozze e riferibili come aspetto pi? al sesso maschile che femminile, ma poich? non ? stato recuperato nessun fr. di bacino e i metapodi sono molto frammentati, non ? possibile determinare quale fosse il rapporto tra i sessi.

Le dimensioni degli animali sono ricostruibili solo attraverso le misure di tre reperti (Tab. 3): il radio destro del sett. A-B la cui lunghezza moltipllcata per il coefficiente relativo di Maoltcsi ha dato un'altezza al garrese di cm. 112,7, una F1 sempre del sett. A-B e un astragalo del sett. G. Questi dati permettono di attribuirli ad una popolazione medio-piccola come quelle dell'Et? del Bronzo e del Ferro nell'Europa Centrale e Settentrionale in cui si assiste ad un calo di dimensione dei bovini (BOKONYI, 1974, pp. 109-127). La Ft e l'astragalo sono piuttosto grandi ma tali da non superare le misure

maggiori dei siti dell'Et? del Bronzo dell'Italia settentrionale (ad es. Ledro, cfr. RIEDEL, 1976a, pp. 28-29 e p. 32)

L'et? di morte degli animali ? stata calcolata in base alla fusione delle epifisi e allo stato di consunzione dei denti secondo Ducos. Gli animali hanno superato tutti i 2 anni e uno certamente ha raggiunto i 4 anni ma non sembra esserci presenza di animali senili. Infatti l'unico dente (M1 mascellare) recuperato appartiene ad un animale che non ha raggiunto i 4 anni.

Capriovini, Ovis aries L. e Capra hircus L

A causa del cattivo stato di conservazione non si ? potuto stabilire n? le dimensioni degli animali n? il loro sesso. Solo un Metacarpale destro ? attribuibile al genere Ovis.
L'et? di morte, ricavata da grado di consunzione dei denti, indicherebbe animali uccisi prevalentemente tra i 18 e i 36 mesi, quando la quantit? di carne ? resa con i costi pi? bassi di produzione. Solo due denti attestavano un'et? pi? elevata ma non superiore ai 4 anni.

Maiale e Cinghiale, Sus scrofa domesticus L. e Sus scrofa ferus L.

Non vi sono particolari evidenze della presenza del cinghiale fra questi reperti. Forse un canino sarebbe attribuibile a questa specie ma il fatto che sia stato spuntato in vivo farebbe pensare che ci troviamo in presenza di un verro, cui di solito si spuntano i denti per renderli meno pericolosi piuttosto che ad un cinghiale che se lo sia rotto accidentalmente.
Nessun osso ? stato recuperato intero per cui non ? possibile stabilire le dimensioni degli animali. Il rapporto tra i sessi ? stato calcolato in base ai denti canini e si ? trovata una netta prevalenza del sesso maschile (4:1).

TAB. 1.

A-B

C-E

DF

G

%

Animali domestici

         

Bovini

16

1

1

1

39,5

Capriovini

12

1

1

?

29,2

Suini

10

?

?

?

20,8

Cane

?

11

1

?

4,2

Cavallo

?

?

1

?

2,1

Animali selvatici

         

Cervo

?

2

?

?

4,2

Totale identificati

38

5

4

1

52,7

Non identificati

37

2

3

?

47,3

Solo un animale ? stato ucciso prima dei 12 mesi mentre gli altri sono stari macellati intorno ai 17/21 mesi in accordo con l'et? pi? adatta al consumo della carne.

Cane, Canis farniliaris L.

Gli animali di questo sito sembrano essere per dimensioni simili a quelle degli altri siti del Ferro e del Bronzo Finale per quanto si pu? dedurre dalle dimensioni dell'atlante recuperato e quindi sarebbero di statura media eli altezza al garrese di cm. 48-50 circa.. Il ferino ? grande con cuspidi robuste e ben distinte e ha le stesse caratteristiche di quello della mandibola recuperata a S. Claudio (R.E.) con il cingolo leggermente pi? rilevato (Osservazione personale).

Cavallo, Equus caba?lus L.

Il cavallo ? rappresentato da un unico fr. della zona ileo-ischiatica dell'acetabolo. La faccia mediale di questo resto di coxale reca evidenti segni di contatto col fuoco.

Cervo, Cervus elaphus L.

L'astragalo recuperato pone l'animale al limite minimo elei valori trovati durante l'Et? del Bronzo (RIEDEL 1976, p. 391). Il fatto che ci troviamo in presenza di un unico reperto misurabile non permette di dire se si ? avuta o no una diminuzione delle dimensioni della popolazione dai Bronzo Recente al Ferro.



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