Durante il riordino dei materiali degli scavi di Verrucchio, nell'ambito del progetto, che ne prevede lo studio complessivo, si sono rinvenute due casse colme di ossa, provenienti dall'abitato, la cui raccolta non risulta per ora segnalata dai diari di scavo. Pertanto i materiali saranno esaminati in un'ottica archeozoologica di composizione della fauna, dimensioni degli animali ed economia del bestiame, inserendoli nel quadro della ricerca sulla fauna degli insediamenti etruschi dell'Emilia Romagna, di cui finora sono stati esaminati 19 differenti contesti da 16 siti (Farello, 1993, 1994, 1995). Poich? i reperti provengono da un vecchio scavo non condotto con gli attuali metodi stratigrafici si faranno alcune considerazioni su criteri e cautele da usare per trarre dati attendibili da tali tipi di materiali.
MATERIALI E METODI
Le ossa provengono da pi? di due differenti US. La maggior parte ha assunto un colore bruno rossicci? per la giacitura in uno strato di terreno scuro, cui erano mescolati frammenti. di carboni e alcune leguminose anch'esse combuste. Un altro gruppo di minore entita e di colore grigiastro, come il terreno, spesso con macchie verdastre, dovute al contatto col bronzo. Inoltre vi erano tre ossa di pollo color avorio e frammenti di due femori umani dello stesso individuo, che per il momento, non sono stati considerati come facenti parte del contesto.
Le raccolta fu condotta in maniera preferenziale per le ossa pi? grandi, mancano infatti tutte le falangi degli ovini e buona parte di quelle dei suini. Di conseguenza, come e stato evidenziato tramite confronti con la set?cciatura (Payne, 1972 e Roncaglia, 1993, pp. 123-128) anche reperti di piccoli animali.
Per conservare l'indicazione del contesto di provenienza, la pulizia non ? stata eseguita complet?mente, tranne quando ci? era necessario ai fini di studio.
I segni di taglio sono rari e sono rimasti solo su un corno ed una scapola di capra, un femore di pecora, due scapole e tre radii suini, in quantit? quindi troppo esigua per permettere un indagine sulla tecnica impiegata.
Per quanto riguarda le metodologie impiegate nel presente lavoro, le misure sono date secondo Driesch (1976) e per i cavalli anche secondo Eisenmann (1980, 1981 e 1988). Per il grado di usura dei denti si sono usate le tabelle di Payne (1973 e 1985) per gli ovicaprini, di Grant (1982) per bovini e suini. L' et? della fusione delle epifisi ? quella pi? tarda data da Barone (1980, p. 52), in considerazione del fatto che il bestiame antico maturava pi? lentamente delle razze moderne.
ANALISI STATISTICA
La distribuzione di alcune misure ? stata indagata tramite statistica descrittiva. Questa operazione ? stata compi?ta per la larghezza del collo della scapola (SLC) dei bovini (n=10; media 45.673.66), per quella dei suini (n=17; media 21.93 1.64) e per la misura dell'epifisi distale della tibia suina (n=8; media 24.432.61).
Nei casi in cui il numero dei dati era sufficiente, cio? per la misura SLC (supra), si ? eseguita l'analisi della varianza ad una via con le corrispondenti misure di Marzabotto, ottenendo in entrambi i casi F non significativi (rispettivamente P=0.322 e P=0.886).
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